La cassazione apre alle famiglie omogenitoriali

Finalmente una buona notizia: l’Italia fa i primi passi verso la crescita dei diritti civile, avvicinandosi al resto dell’Europa. Anzi no, scusate, il vaticano ha detto che non si può.

famiglie omogenitoriali

L’inizio del 2013 pare iniziare bene in tema di diritti di genere. Anche in Italia, che è uno dei pochi paesi dell’Europa (e l’unico dell’europa occidentale) a non aver alcuna legge che regolamenti le unioni omosessuali e che neppure – ed è gravissimo – abbia una legge specifica contro l’omofobia, sembravano aprirsi alcuni spiragli di luce: per la Suprema corte un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia omosessuale perché si tratta di un “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. (cit: Repubblica.it)

In molti paesi nel mondo le coppie omosessuali sono una normalità. In alcuni (oramai molti in effetti) una coppia omosessuale può anche adottare dei figli (in altri possono farlo i single, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale). Non mi risulti ci sia nulla di concreto, nella letteratura scientifica o nella storia recente, che possa far pensare che una coppia omosessuale non possa allevare in maniera adeguata dei figli.

Proprio nei giorni in cui anche nella vicina Francia si discute di una legge che permetta l’adozione alle coppie omosessuali (certamente con qualche difficoltà e con proteste della parte più cattolica o più conservatrice), dopo aver comunque normato la loro unione civile, in Italia la sentenza della Cassazione fa discutere. E chi ovviamente solleva più la voce: la Chiesa Cattolica. E lo fa con parole davvero di difficile comprensione: “L’adozione dei bambini da parte degli omosessuali porta il bambino a essere una sorta di merce” (cit: Repubblica.it).

Sì, esatto, concordo in pieno: i bambini non sono una merce. E quindi non vanno abbandonati negli orfanotrofi o affidati a case famiglie (che, ben che facciano il proprio ruolo, famiglie non sono), oppure non devono essere affidati a genitori non in grado di prendersene cura perchè qualcuno ritiene “l’altro” genitore non adeguato in quanto omosessuale. Ma cosa è che fa così paura alla chiesa? Che gli omosessuali infettino i bambini? Ma lo sanno quelli della Chiesa cattolica che l’omosessualità non è una malattia?  Lo sanno che la cosa che è realmente contro natura non sia l’omosessualità (presente in molte razze di animali) ma l’omofobia (o omenegatività) che pare essere presente solo nella razza umana?

O forse temono che la famiglia si sfaldi?
Ma scusate, cosa è la famiglia? Mi autocito, riportando quello che ho scritto nella pagina “Chi Sono”:

Per famiglia intendo quel nucleo di amore “incondizionato”, reciproco aiuto, assistenza e sopportazione che solo una famiglia sa dare. Certo, includo i parenti stretti nella concezione di famiglia (mamma, papà, fratelli, nipoti), ma includo anche i parenti meno stretti (zii, cugini, di qualsiasi grado si possa contare) e amici che oramai sono più parte della famiglia che semplici “amici” (credo di chiamare zio o cugino chi di sangue con me non spartisce nemmeno una goccia). Ma cosa c’è di meglio di questo nucleo d’amore ed affetto? Senza pensare ad etichette di alcun genere. I parenti non li scegli, ti vengono dati dal destino (o da Dio, come preferite). La famiglia invece si sceglie, ce la si costruisce.

 

Condividete questa descrizione della famiglia? Bhe, io non vedo perché non si dovrebbero comprendere in questa descrizione le famiglie omogenitoriali (con genitori dello stesso sesso). Mi pare che anche due omosessuali che formano la propria famiglia, se con amore, dedizione, affetto, assistenza reciproca ecc.. rientrino PERFETTAMENTE nella descrizione di cui sopra, non credete? E quella non sarebbe una FAMIGLIA?

Fatemi sapere cosa ne pensate (anche rispondendo in questa pagina)

 

 

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