Perché IDV

Mi sono avvicinato al mondo della politica, in maniera consapevole e partecipata, poco prima delle elezioni politiche del 2008. E sin da subito mi era chiaro che il partito che più mi rappresentava fosse Italia Dei Valori.

Non poche persone, nel corso degli anni, mi hanno chiesto come mai ho scelto un partito, con il quale identificarmi e per il quale spendere tempo e sudore, come Italia Dei Valori. La cosa forse strana è che io non me lo sono mai chiesto. E’ stato del tutto naturale. Forse sono proprio nato, politicamente parlando, con IDV.

Sino al 2008 non mi ero mai interessato troppo di politica, non al di là di un qualsiasi “elettore medio”, non ero militante in alcun partito, mai avuta una tessera, difficilmente mi informavo di “cronaca politica”. Raramente mi intromettevo in discorsi politici con amici (forse perché avevo amici poco interessati di politica?), anche se ho sempre diligentemente espletato il diritto/dovere del voto, sempre informandomi almeno un po’ sulla politica italiana. Ho sempre votato centro sinistra… o meglio, non ho mai votato destra. Ero decisamente confuso su cosa volesse dire destra o sinistra, di una cosa ero certo: l’importante era votare l’opposto a dove fosse Berlusconi. Non so spiegare il perché: in famiglia non si parlava molto di politica, e tendenzialmente non ricordo accesi dibattiti antiberlusconiani. Io, però, quella faccia di bronzo non riuscivo a sopportarla. Non capivo molto di economia, diritti e politica ma quell’uomo non mi ha mai ispirato fiducia. MAI.

Non mi ero, prima di allora, avvicinato a partiti politici in maniera concreta più che altro perché mi conoscevo: sapevo che, come sempre nella mia vita, se mi dedico ad un qualcosa, lo faccio anima e corpo. In quel momento non potevo, non avevo un lavoro, mi stavo laureando e non avevo ancora “trovato me stesso”. Certo, convinto del fatto che Berlusconi fosse una delle cose peggiori della politica italiana avevo già votato, nelle politiche del 2006, IDV, il partito che più degli altri si configurava come antiberlusconiano.

Ma all’inizio del 2008 qualcosa era cambiato… un lavoro oramai lo avevo trovato, e mi piaceva molto; gli esami per la laurea erano quasi finiti e stavo bene con me stesso. Ma la cosa che mi ha fatto decidere “Ora basta, devi per forza interessarti di più in politica e ‘fare qualcosa’” è stato rivedere Berlusconi riscendere in campo. No, non potevo stare zitto e fermo.

Informandomi in rete sui programmi elettorali dei partiti, mi imbattei in www.voisietequi.it, bellissima iniziativa di openpolis: rispondendo a delle domande si capiva a quale partito si fosse più compatibili.
iosonoquiMi metto diligentemente a rispondere a tutte le domande e aspetto i risultati. Non capivo… sullo schermo vedevo l’immagine della “geopolitica” italiana, con i vari partiti distribuiti sul grafico, in base alle distanze di opinioni l’uno dall’altro, ma non trovavo il pallino che doveva rappresentare la mia opinione. Credo di aver fatto due o tre volte il test, con browser diversi, pensando che fosse un problema di incompatibilità. L’ultima volta che lo rifeci indicai una risposta diversa sulla “doppia carriera” di magistrati e giudici poiché in effetti non me ne intendevo molto ed ero incerto sulla risposta. E alla fine… zac, ecco il mio pallino, vicinissimo a quello IDV. Rifacendo il test con le risposte “originali” capii perchè non vedevo il mio pallino: era esattamente sotto quello di IDV. Le mie risposte erano esattamente coincidenti alle idee del partito. Mi misi allora a studiare il programma di “Italia dei Valori” e capivo che sempre più rispecchiava le miei idee.

All’epoca IDV portava avanti un ottima iniziativa (sigh.. ora non lo fanno più) che era “Io sostengo IDV“, una sorta di “tesseramento non tesseramento”, con la quale ci si dichiarava, gratuitamente, sostenitori del partito senza tesserarsi allo stesso. Si riceveva a casa un piccolo kit del sostenitore (spilla, biro, adesivi, una piccola tesserina di plastica e forse una maglietta) e si poteva rimanere in contatto con la struttura (scarna) del partito. Così venni a sapere del “Primo Forum dei Giovani” che si teneva a Bellaria nell’estate del 2008. E lì mi innamorai letteralmente del partito.

Eravamo, a Bellaria, qualcosa come 2000 giovani, di ogni razza, origine sociale e convinzioni politiche. Si andava dal “classico figlio di papà” al comunista convinto con il tatuaggio di Che Guevara, tutti convinti che IDV fosse l’unico partito che potesse difendere e far crescere tutti i presenti. Una sensazione fantastica. Ascoltare poi Travaglio e Dario Fo fu fantastico. Di Pietro si dimostrò davvero cordiale e disponibile con tutti, così come i due figli che erano “mischiati” in mezzo ai giovani: avevano dormito negli alberghi con noi e “lavorato” in quei due giorni nei vari convegni e workshop con tutti gli altri ragazzi. In quei due giorni capii che IDV era il MIO partito.
Nei giorni successivi ricevetti inviti ad altri incontri dei giovani IDV lombardi (all’epoca GIV), e partecipare a quegli incontri mi dava sempre enormi soddisfazioni: ci si scambiava idee, opinioni, anche alla presenza dei parlamentari lombardi che si dimostravano davvero interessati alle nostre opinioni.

Credo che il principio del rispetto delle regole, del rispetto della legge, sia sempre stato parte di me. La difesa del più debole mi è stata insegnata sin da piccolo. L’idea che è importate che la vita spirituale invada ogni aspetto di se stessi ma che al tempo stesso è essenziale che lo stato sia laico lo respiravo da sempre in famiglia e nel mio attivismo parrocchiale e sociale. L’importanza dell‘ambiente e dell’ecologia non poteva mancare nel cuore di qualcuno abituatoa  vivere in mezzo ad una natura semplicemente magnifica (la Vallecamonica).

Tutti principi alla base di IDV. Poco dopo mi tesserai, non potevo fare diversamente.

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