Semplicemente entusiasmante

906492_711082702244833_634596866_oAnche per il numero di Dicembre l’associazione culturale Graffiti mi ha chiesto di fare un articolo per il giornale da loro pubblicato.

La richiesta era incentrata su uno scritto che parlasse della mia “Vita da Sindaco” e così, non con poca difficoltà, sono riuscito ad esprimere in poche frasi ciò che sono stati questi 4 anni, quasi cinque, da “Vita da Sindaco”.

Copio qui il mio articolo:

Semplicemente entusiasmante

Spesso mi viene posta la domanda “Come è fare il sindaco”? Normalmente la mia risposta è sempre stata “Semplicemente entusiasmante; difficile, complicato, pesante, ma soprattutto entusiasmante”. Ed è sempre stata la verità. Ultimamente però mi sento obbligato ad aggiungere anche “delirante”, perché la schizofrenia del nostro governo, che è riuscito a regolamentare alcuni tributi locali ben 6 volte nell’arco di un solo anno, con continue modificazioni anche sostanziali, rende praticamente impossibile fare buona amministrazione.
Ma torniamo agli inizi. Oramai mancano solo sei mesi alla mia “scadenza”, mia e di tutto il consiglio comunale che assieme a me è stato eletto. A maggio 2014 ci saranno le nuove elezioni nel mio paesino, Braone, come in molti altri nella nostra amata Valle e nel resto d’Italia. E come ad ogni “fine mandato” è giunta l’ora di ripercorrere con il pensiero questi entusiasmanti (non mi smentisco, rimane sempre qualcosa di entusiasmante) quattro anni e mezzo.
Tutto è probabilmente iniziato con un po’ di sana incoscienza: credo che ce ne sia voluta almeno un po’ per arrivare alla mia candidatura. Ne ho avuta sicuramente io: 28 anni, non ancora laureato e con la tesi in scrittura, con un lavoro appassionante che mi “risucchiava” molto del mio tempo e altre situazioni personali che mi suggerivano di evitare di “espormi pubblicamente”. E ne ha avuta probabilmente anche il mio gruppo per chiedere ad un “nuovo” della politica, giovane e quasi inesperto di amministrazione di prendersi l’onore e onere di candidarsi come primo cittadino. Ma così è andata: ci voleva una sferzata di novità, di freschezza che a volte solo i giovani sono in grado di portare e io sapevo che con un gruppo così forte, di gente preparata e onesta, alle spalle ero sicuramente al sicuro e in “buone mani”.
E il paese ci ha dato ragione, con un sostegno davvero elevato che credo e spero sia stato ripagato con l’impegno profuso da ognuno degli eletti: con i nostri limiti e le nostre debolezze abbiamo sempre cercato di dare il massimo e credo che i risultati si siano visti.
Non abbiamo raggiunto tutti gli obbiettivi che ci siamo preposti, alcuni purtroppo si sono rivelati più difficili da raggiungere del previsto, ma abbiamo anche ottenuto risultati nemmeno sperati: investimenti milionari sul territorio, grazie alla bravura dei tecnici e dalla caparbietà degli amministratori che hanno voluto tentare praticamente ogni bando possibile ottenendo non indifferenti contributi dall’esterno. E forse ancora una volta grazie anche a quella sana spensieratezza giovanile che mi ha spinto a tentare quasi ogni strada, anche quelle che sembrano troppo in salita (o troppo in discesa). Il tutto fatto, a mio avviso, con la massima trasparenza e con il tentativo di coinvolgere la popolazione il più possibile: né è una esemplificazione l’apertura della pagina Facebook del nostro Comune per comunicare con la popolazione e la scelta si è rilevata ben accettata dal nostro paese. Un modo veloce e immediato per interagire con tutti, che spinge spesso anche chi non vuole “telefonare” o “venire” in comune per esporre i propri pensieri ed essere più partecipativo: “libertà è partecipazione”.
Non sono mancati i momenti in cui il mio entusiasmo si è affievolito, ma fortunatamente mai spento: la crisi finanziaria ha spinto molta più gente a bussare alla porta del Sindaco e del Comune per chiedere aiuti di varia natura, dalla ricerca di un lavoro a richiesta di aiuti concreti (la nostra Unione Dei Comuni ha attivato un esperimento, ben riuscito, di “Spesa Solidale”, una colletta alimentare per venire incontro ai nuclei familiari più bisognosi). E vi assicuro, non è facile dover congedare chi ti chiede aiuto non potendo garantire interventi concreti per alleviare le difficoltà presentate. Non è facile, anzi, è devastante.
Non è nemmeno facile dover passare le notti insonni per studiare le continue variazioni di leggi che coinvolgono il Comune, in primis i tributi locali. E per fortuna che la maggior parte di queste “notti insonni” sono state rese più sopportabili dalla vicinanza e dall’essenziale aiuto dei colleghi sindaci della mia Unione dei Comuni e del Segretario Comunale. E per fortuna appunto che abbiamo scelto, nel 2010, di creare questa unione: un unione di intenti, di sforzi, di aiuto reciproco e sussistenza. Non perfetta certo, ma essenziale per continuare a garantire servizi essenziali alla popolazione e un livello efficiente e adeguato di regolamenti e norme che abbiamo dovuto sfornare in questi ultimi anni. Un lavoro enorme, reso possibile dalla buona volontà delle amministrazioni dei cinque comuni della nostra unione (Unione Media Valle Camonica – Civiltà delle Pietre composta dai Comuni di Braone, Capo di Ponte, Cerveno, Losine, Ono San Pietro) e dall’assistenza continua e preziosa del nostro Segretario Comunale (anche lei giovane e “nuova”, altra ventata di serietà, professionalità e freschezza).
Cosa vedo nel futuro? Non lo so. Sta cambiando tutto. Il legislatore sta togliendo sempre più intimamente la dignità ai piccoli comuni (e alle autonomie locali in genere). Dimezzamento (senza senso) dei consiglieri comunali e certa riduzione e possibile cancellazione delle giunte nei comuni sotto i mille abitanti (dico possibile e non certa, come pareva sino a poco tempo fa, perché pare che si sia capito l’enorme errore di togliere la giunta e stiano ritornando sui loro passi, anche se una diminuzione del numero degli assessori rimane certa). I Sindaci sono stati trasformati in “esattori” delle tasse: stanno spostando l’onore di introitare le tasse e regolamentarne il funzionamento sui comuni (con un potere regolatorio in realtà molto limitato), tasse che però non rimangono in realtà, non nella loro totalità, nei municipi. Questo rende davvero complicata la posizione di un Sindaco: si regolamentano le tasse ma in realtà lo si fa perché obbligati, si chiedono ai cittadini sforzi davvero considerevoli ma in realtà non si possono usare i soldi per il proprio paese ma vanno in parte rigirati allo stato, si chiede serietà e correttezza (abbiamo avvitata una serie di accertamenti sui tributi a tappeto, perché la regola “se tutti siamo onesti e tutti paghiamo correttamente le tasse, tutti le pagheranno di meno” credo reale e veritiera) alla popolazione con esempi nei “ranghi alti” che fanno rabbrividire e vanificare ogni tentativo di riportare “onestà” tra la gente. Tutto è davvero difficile. Davvero complicato.
Con un gruppo solido, preparato e serio, di gente capace ed onesta come quello a cui appartengo tutto è possibile. E per fortuna, nonostante tutto ciò, la passione e voglia di dare per il mio paese (e posso osare? Per la Valle Camonica intera) non è passata e per fortuna ritengo ancora che il “lavoro” di Sindaco sia davvero entusiasmante. Forse uno dei più entusiasmanti che io possa immaginare.

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