Benigni, lunedì scorso, ha ancora una volta emozionato milioni di italiani con la sua bravura. E’ quantomeno un grande attore, ma in questi momenti lo si può definire anche un grande poeta.
Voglio inaugurare questo blog proprio con un post dedicato alla nostra Costituzione, magistralmente illustrata in modo semplice e sognante da Roberto Benigni lunedì scorso in un grande momento di Televisione (con la T maiuscola) sulla Rai.
I dodici articoli, i primi dodici, i principi fondamentali, che sono stati raccontati durante la serata sono veramente qualcosa di grandioso. In dodici articoli si racchiude probabilmente tutto il concetto stesso di Italia: una grande Nazione, composta da persone volenterose, dedite al lavoro, immersa in un patrimonio artistico, storico e culturale immenso, proiettata al futuro e al mondo, con uno sguardo attento verso i più deboli. Una nazione dedita alla pace, in cui cercare felicità e in cui si deve generare felicità.
Spesso ci viene raccontato che nella costituzione americana (la dichiarazione di indipendenza) vi è presente il concetto del diritto di ricerca della felicità, ed in effetti è così:
Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità;
Ma nella nostra Costituzione c’è un concetto forse ben più profondo: oltre al diritto di vivere in una nazione che spinga verso il bene comune e quindi la felicità, si intravede l’obbligo morale a creare la felicità per gli altri. E cosa c’è di più grande. L’articolo 4 recita
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Ognuno ha quindi il dovere di dare il meglio di se stesso per far crescere la nazione, per far progredire la nazione; tradurrei più semplicemente: ognuno deve creare le condizioni per cui ognuno possa essere felice. E cosa si poteva scrivere di meglio?
Benigni ha inoltre espresso, tra i tanti, un concetto stupendo, che condivido e che probabilmente era già nei miei pensieri: Non serve sapere a memoria la Costituzione, basta che ci entri dentro, che faccia parte di noi stessi, che guidi le nostre azioni e influenzi i nostri pensieri. Allora, ma solo allora, possiamo permetterci di non conoscere a memoria la nostra carta fondamentale.
