Uscita del Comune di Braone dall’Unione dei Comuni Media Valle Camonica – Civiltà delle Pietre

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Mercoledì 9 Settembre 2020 si è svolta quella che per Braone sarà l’ultima Assemblea all’interno dell’Unione dei Comuni a cui per 10 anni ha appartenuto.
Ho effettuato un intervento per esprimere un opinione in merito, questo quello che ho detto e che è agli atti dell’Assemblea. Pare che dopo questo mio scritto l’amministrazione comunale si sia resa conto della poca trasparenza in merito e dopo che il mio intervento è stato pubblicato all’albo pretorio dell’ente, e solo dopo, ha voluto comunicare la scelta dell’uscita dall’unione alla popolazione.

Intervento del consigliere dell’Unione dei Comuni Media Valle Camonica – Civiltà delle pietre Gabriele Prandini, Assemblea del 09/09/2020 in videoconferenza

Quarto punto all’ordine del giorno

Presa d’atto della Deliberazione di Consiglio comunale con la quale il Comune di Braone manifesta la volontà di non prorogare, alla scadenza dei 10 anni, l’adesione a questa Unione e delle Deliberazioni di Consiglio comunale dei Comuni di Capo di Ponte, Cerveno, Losine e Ono San Pietro che hanno manifestato la volontà di prorogare l’Unione dei Comuni della Media Valle Camonica “Civiltà delle pietre”.  

Buona sera a tutti e grazie di avermi concesso la parola

Vorrei effettuare questo mio intervento, a nome di tutta la minoranza del Comune di Braone, nonchè di fatto dell’ex amministrazione comunale di Braone che ha governato negli ultimi 10 anni e che scelse, nel 2010, con passione e forse coraggio di fondare insieme a Losine, Cerveno, Ono San Pietro e Capo di Ponte l’Unione dei Comuni Media Vallecamonica – Civiltà delle pietre. Vi ruberò qualche minuto per esprimere il dissenso verso quella che noi riteniamo una scellerata scelta del Sindaco Mattioli: uscire, non rinnovandola, dall’unione dei Comuni. 

Vorrei, e vorremmo, poter intervenire in questa sede, l’assemblea della nostra Unione, poichè di fatto ci è impedito esprimere le nostre opinioni e i nostri pensieri all’interno del consiglio Comunale di Braone, dove il Sindaco ritiene inutile qualsiasi discussione e afferma essere una perdita di tempo approfondire gli argomenti perché, e cito le sue stesse parole dette durante un Consiglio Comunale “per discutere c’è Facebook, evitiamo di discutere in Consiglio Comunale, non è il luogo”. 

Vorrei quindi che la mia e la nostra posizione in merito a questa scelta sia chiaramente scritta nera su bianco, con le relative motivazioni, almeno in un verbale dell’assemblea. Chiedo quindi che questo mio intervento, che consegnerò poi al Segretario Comunale, sia incluso nel verbale di questo punto all’ordine del giorno.

V ringrazio quindi per questo spazio che mi e ci state concedendo.

Vorrei che fosse chiaro, sebbene la mia storia di amministratore credo lo renda già palese, che sono e siamo fermamente contrari al terminare l’esperienza del Comune di Braone all’interno dell’Unione della Media Vallecamonica. L’isolamento scelto dal nostro Sindaco, che ha affermato chiaramente ritenga inutile aderire a qualsiasi altra unione dei comuni, non potrà fare altro che portare svantaggi al nostro piccolo Comune. Sono altresì convinto che questa mia opinione sia quella della stragrande maggioranza dei braonesi, non sono quel 47% che noi rappresentiamo. Peccato che la popolazione non sia stata in alcun modo coinvolta in questa delicata ed importante decisione.

E’ chiaro a qualsiasi amministratore locale, almeno a quelli che hanno un minimo di esperienza amministrativa o di buon cuore verso la propria gente, che i piccoli comuni da soli non possano garantire il livello di servizi, serietà amministrativa e qualità dell’amministrare dei quali i nostri cittadini hanno diritto.

Uscire dall’unione non significa solo rinunciare a centinaia di migliaia di euro di contributi ricevuti dall’unione in questi 10 anni: ben oltre un milione e mezzo di euro per il solo fatto di essere un’unione funzionale, o di tutti i finanziamenti raccolti da bandi a cui abbiamo partecipato come unione e che abbiamo potuto vincere solo come unione dei comuni e non avremmo mai potuto come singoli comuni, possiamo ricordare infatti per esempio i quasi centomila euro ricevuti per i progetti legati alla videosorveglianza e alla sicurezza urbana e di cui Braone ha potuto direttamente beneficiare. Non è forse nemmeno utile soffermarsi agli svariati lavori effettuati sul territorio comunale di Braone grazie ai contributi della nostra unione, come alcuni interventi sulla scuola o l’acquisto dell’autovettura in dotazione al nostro servizio tecnico.

Non vi è infatti solamente un aspetto economico da tenere in considerazione, anche se ignorarlo è ovviamente scellerato. La scelta di fondare un’unione, e ora quella di portarla avanti o meno, deve innanzitutto tenere in considerazione la situazione dei piccoli comuni, deve avere una visione politica e amministrativa di ampio respiro. Braone, come probabilmente buona parte dei comuni camuni, non può quasi nulla senza la collaborazione dei comuni della Vallecamonica e l’isolamento, politico e amministrativo porta solo conseguenze negative per i comuni che lo intraprendono: lo dimostrano i fatti e la storia della nostra valle.

La collaborazione nata all’interno della nostra unione, sebbene vada ammesso non ha portato i risultati che forse noi sognavamo, ma che sicuramente ha ampi spazi di miglioramento, è stata un qualcosa che tutti i sindaci all’interno dell’unione, forse ad esclusione del solo Mattioli, hanno ritenuto essenziale e fondamentale per poter amministrare con un minimo di efficienza i nostri 5 piccoli comuni.

Certo, non siamo riusciti a creare la collaborazione e l’integrazione sperata all’interno dei nostri uffici, purtroppo le vicende di cronaca e i lutti tra i nostri dipendenti non hanno sicuramente aiutato. Ma si è fatto comunque molto, portando tutti i nostri uffici, chi più e chi meno, ad ottimizzazioni nel lavoro di ognuno. E basta conoscere un poco il lavoro svolto che si possono vedere, chiaramente, ampi spazi di miglioramento. Negarlo non solo è solo sintomo di disonestà intellettuale, ma anche di non conoscenza della macchina amministrativa. Abbiamo creato un ufficio di polizia locale, e ricordiamoci che praticamente i nostri comuni prima non avevano di fatto alcun vigile che esercitava nei nostri territori. Abbiamo creato un ufficio tributi unico, con due dipendenti che riescono ad approfondire le leggi tanto cambiate negli ultimi anni e che hanno permesso ai nostri comuni di affrontare il tema in modo professionale ed organizzato, forse non nei migliori dei modi possibile, ma sicuramente molto meglio di quanto i 5 comuni da soli avrebbero mai potuto fare. Siamo riusciti ad iniziare l’ottimizzazione degli uffici tecnici, dimezzando di fatto l’eterogeneità tra i nostri comuni. Abbiamo scritto diversi regolamenti assieme, in modo che il trattamento dei nostri cittadini fosse il più omogeneo possibile e presumibilmente più efficace, il tutto grazie alle conoscenze dei sindaci che si sono mano a mano dedicati ai vari argomenti collaborando fra loro. Abbiamo garantito servizi ai nostri cittadini che i singoli comuni non sarebbero riusciti a portare avanti o che nemmeno esistevano prima: prelievo domiciliare, spesa solidale, viaggi termali, convenzioni con le terme a basso costo, progetti con i nostri giovani, e molto altro.

Oltre a tutti questi miglioramenti che i nostri comuni hanno potuto avere solamente grazie all’esistenza dell’unione, devo ricordare, con grande affetto, il clima di collaborazione nato tra tutti i Sindaci che via via si sono susseguiti: senza distinzione politica o personale siamo riusciti a fare squadra, a lavorare per il bene Comune e per i nostri cittadini. Nonostante fossimo di estrazioni politiche diverse, nonostante avessimo età ed esperienze amministrative diverse, siamo riusciti a portare avanti una squadra che ha lavorato alacremente e con risultati più che buoni, tutto a vantaggio dei nostri territori.

Ognuno di noi, con le proprie capacità e limiti, ha provato a portare avanti i compiti assegnati mano a mano dai colleghi, sgravando gli altri di queste incombenze: e tutti gli amministratori che vogliono davvero lavorare con serietà sanno quanto questo possa essere importante e possa ottimizzare il lavoro finale di tutti.

E’ un enorme dispiacere constatare, dai fatti e dalle parole scambiate con qualcuno di voi, come questa voglia di collaborare non sia sia vista, sin dal primo giorno, dal sindaco Mattioli, che ancora oggi, a giochi ormai fatti, non ha mai dato spiegazioni razionali e sensate sulla scelta di abbandonare tutto questo. Poche parole “non si sono raggiunti i risultati sperati” oppure “l’unione è solo fonte di complicazione amministrativa”. Chissà, forse proprio in queste sue ultime parole si possono intravedere i veri motivi di questo abbandono: la collaborazione con altri Sindaci impone di dover condividere pensieri e lavori con gli altri, perdendo un po’ della propria autonomia e del proprio potere per ottenere un più grande vantaggio: il lavoro di squadra. Forse è questa non voglia di abbandonare un minimo la propria autorità quella che spinge il Sindaco Mattioli a questa scellerata scelta? O forse il fatto che con l’unione gli affidamenti dei servizi, lavori, appalti, siano quasi sempre condotti da “terze persone” che non sono sotto la propria influenza? Forse il controllo “di terzi” fa paura? Per il bene del mio Comune spero che le reali motivazioni e i progetti in mente del Sindaco Mattioli siano più nobili di quelle che sembrano intravedersi, ma al momento non ci è dato saperlo.

 E lasciatemi concludere con una nota più che altro personale, essendo questa la mia ultima assemblea all’interno della nostra, o lasciatemelo dire, “mia” unione dei comuni. Voglio ringraziare e salutare tutti i Sindaci che in questi 10 anni hanno composto insieme a me la Giunta dell’Unione. Così come tutti i Segretari che ho avuto la fortuna di conoscere, e i dipendenti con i quali ho avuto l’onore di lavorare. Ho avuto la fortuna e l’onore di incontrare bravi amministratori, che mi hanno insegnato davvero tanto. Assieme a voi e a loro sono cresciuto, spero migliorato sia come uomo che come amministratore. Assieme a voi e a loro ho affrontato diverse sfide, difficoltà, imprevisti. Assieme a voi e a loro ho vissuto esperienze magnifiche, viaggi, riunioni, cene, sessioni di lavoro e studio. Ricordi ed esperienze che porterò per sempre nel cuore. Come nel cuore ci saranno anche le discussioni, a volte accese, ma sempre con rispetto e stima che spero sia e sia stata reciproca. Vi saluto con tanto affetto, stima e simpatia. con una lacrima sul viso e con la speranza che almeno voi possiate continuare a far crescere e migliorare la NOSTRA unione dei comuni. Nostra, anche mia, perchè sebbene il mio Comune scelga di andarsene, io credo rimarrò, almeno con il pensiero, in questa unione dei comuni.


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