Si chiude una porta, si apre un portone

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Qualche giorno fa è arrivata presso il Comune Di Braone una lettera, che trovate qui sotto, indirizzata al segretario comunale. Una lettera scritta a mano, con una firma non identificabile. Nella lettera qualcuno che si definisce “promotore turistico gratuito” di Braone, si dichiara scandalizzato dalla mia presa di posizione sui matrimoni gay, scocciato delle mie critiche a provita, e afferma che non verrà più nel nostro paese, del quale ERA innamorato, poiché appunto amministrata da un Sindaco del quale non condivide il pensiero e smetterà di pubblicizzarlo ad amici e parenti a meno di vedere una rettifica della mia posizione sugli stessi giornali e media che mi hanno intervistato nelle settimane precedenti.

Ritengo doveroso rispondere a questo deluso “ex amante” del mio paese, non posso però farlo direttamente, essendo la lettera senza mittente e la firma poco decifrabile (censurata comunque nella lettera sotto per questione di privacy), non mi resta che farlo pubblicamente.

Caro mister X (la sua lettera priva di mittente e con firma poco leggibile mi obbliga a chiamarla così), abbiamo letto la sua lettera, il segretario comunale, non capendo il perchè una lettera dalla chiara vena “politico-polemica” fosse stata indirizzata a lui, ha preferito inoltrare a me tale missiva. Mi sono ovviamente adoperato affinché tutti i consiglieri comunali l’abbiano potuta leggere.
Sono sinceramente dispiaciuto del suo rammarico nei miei confronti, non capisco come la volontà di rendere felici gli altri possa urtare minimamente la sua libertà o la sua persona. Non mi capacito del come la volontà di rispettare la nostra Costituzione, sul quale le ricordo io ho giurato, possa in alcun modo far splendere sul mio paese, di cui lei si dichiara “era appassionato”, una luce buia e tetra. Non riesco nemmeno a comprendere come la mia presa di posizione critica verso un’associazione “estremista” come ProVita possa mettere in cattiva luce il paese da me amministrato.

Sono dispiaciuto più che altro per lei, perchè per le idee personali di un amministratore lei si priverà delle bellezze della Vallecamonica. Per una SUA convinzione personale (discriminare i gay) lei rinuncerà a qualcosa di cui lei stesso si dichiarava essere appassionato.
Mi chiedo se quando, da turista, visita una qualsiasi località italiana o estera prima verifica l’appartenenza politica o religiosa degli amministratori locali. Strano modo, a mio avviso, di scegliere le mete turistiche. Mi chiedo inoltro secondo quale logica ora Braone sia meno bello di prima. Non lo capisco, anzi, non lo capiamo.

Ma stia tranquillo, sono convinto che Braone, anche se avesse davvero perso degli estimatori come lei, molto probabilmente ne conquisterà tanti altri proprio perchè l’assenza di persone che preferiscono l’odio all’amore, come sta dimostrando di essere lei.

Preferisco che il mio paese piaccia per le bellezze che ha e per le potenzialità che può esprimere. Preferisco che sia popolato e visitato da gente che rispetta il prossimo, gente che ama, gente che non discrimina per il colore della pelle, o per la religione professata, o per il genere di appartenenza, o per l’orientamento sessuale. Per quanto possa valere il mio giudizio, non vorrei tra di noi gente che disprezza, che discrimina, che odia. Queste persone sono convinto fanno solo un piacere alla nostra cittadinanza se stanno lontane. Molto lontane.

Le assicuro quindi che non troverà alcuna rettifica del mio pensiero sulle unioni civili, sul matrimonio egualitario, e sul rispetto che debbano avere gli omosessuali al pari di qualsiasi altra persona, su alcun quotidiano, TV o socialmedia. Anzi, le assicuro che il mio impegno nella campagna dei diritti umani, anche LGBT, è solo agli inizi.

Con stupore la saluto. Se vuole discuterne o avere un confronto sa dove trovarmi.

Gabriele Prandini

Questa la lettera (clicca per ingrandire)

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