Qualche riflessione sullo SPRAR

 

La gestione del flusso migratorio, o meglio, del flusso dei richiedenti asilo politico e di chi, pur non avendone diritto, prova a richiederlo, sta oggettivamente diventando non un qualcosa da considerare emergenziale, ma più propriamente un qualcosa da considerare sintomatico dell’attuale situazione internazionale. Non ci è  più  permesso, come Italia, come Europa, come umani, ignorare questi eventi o rifiutarci di gestirli nella maniera più corretta possibile.

Le opinioni su come gestire le migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste o che chiedono di poter trovare rifugio nel vecchio continente sono diverse. A volte contrapposte.

Dopo un’esperienza considerata da molti positiva sulla micro accoglienza diffusa (gestione di pochi migranti/rifugiati/richiedenti asilo dislocandoli in maniera diffusa, con coinvolgimento del terzo settore e progettualità di integrazione) attuata negli anni passati in Vallecamonica (potreste leggere su questo tema il libro “La Valle Accogliente”), questo principio di non ammassamento delle persone in grossi centri di accoglienza o “smistamento” è stato preso di esempio e finalmente il Ministero dell’Interno, in collaborazione con Anci, vorrebbe replicarlo in tutta Italia.

Non tutti però  concordano con questa richiesta (che bisogna ammetterlo, assume a tratti sembianze di una minaccia) da parte della prefettura di attuare in tutti i comuni progetti di SPRAR “diffusa”. Nei giorni scorsi è arrivata infatti a tutti i Sindaci bresciani questa missiva da parte del partito politico Forza Nuova che trovate in fondo a questa pagina. A questa lettera io voglio rispondere e voglio rendere tale risposta pubblica sperando così di dare il mio contributo per cercare di ragionare meglio sulla questione.

Tale missiva oltre ad esplicitare un’idea politica, di principi, di senso civico, di idea di amministrazione della cosa pubblica, molto diversa dalla mia sensibilità, contiene purtroppo molte incorrettezze, bugie, mezze verità.. Se si vuole gestire in maniera corretta questa situazione non si può mentire, non si dovrebbe mai farlo. Soprattutto quando si vuole porre soluzione ad un problema. Mentire e prendere in giro la popolazione e chi l’amministra può solo complicare le cose, perchè rende ancora più torbide le acque nelle quali siamo già difficilmente siamo costretti a navigare.

Voglio assicurare a Forza Nuova che i Sindaci tendenzialmente non sono scemi, o totalmente inesperti, e nemmeno non recettori delle informazioni che vengono fornite. Il Prefetto di Brescia infatti, se invitato dai territori, è disponibile per incontrare i Sindaci e spiegare esattamente cosa sia il progetto SPRAR diffusa. Anche questa non è una mia ipotesi, è realtà. Se si vuole affrontare il problema e non solo cavalcarlo per questioni politico/ideologiche infatti la collaborazione la si trova. Il Prefetto è, per farvi un esempio, venuto in Valcamonica qualche settimana fa invitato dalla nostra Comunità Montana. Durante l’incontro nessuna delle informazioni che voi trovate così allarmante è stata nascosta (coinvolgimento diretto dei Comuni e dei bilanci comunali, incombenza in capo ai comuni per il reperimento degli alloggi, notevoli pratiche burocratiche per la rendicontazione dei progetti).

Nell’elencare i grossissimi problemi che i comuni dovranno affrontare vi è  un elenco di bugie. Qui un esempio:

  • Il progetto graverà sul bilancio comunale e sottrarrà soldi alle opere pubbliche. Doppia bugia e dimostrazione della non conoscenza della macchina amministrativa. Se per gravare si intende il sottrarre risorse al bilancio (ed è palesemente questo che si intende) è la prima bugia. Il progetto è infatti TOTALMENTE a carico del ministero (di cui l’80% viene da contributi europei), certo vi è un tetto massimo pro-profugo, ma è  più che sufficiente per coprire ogni costo. La seconda bugia è che, anche se tale progetto sottraesse qualche euro al comune, questi peserebbero sulla parte “corrente” del bilancio del comune e quindi non attaccherebbe alcun potere dell’amministrazione sulla gestione delle opere pubbliche (parte capitale). Inoltre mi piacerebbe sottolineare che il ruolo primario di un comune non è quello di cementificare dovunque.
  • Queste situazioni, oltre a generare condizioni di disagio tra la popolazione, sono motivo di risentimento specie per i disoccupati o chi vive in situazioni di difficoltà economica. Altra bugia, anche qui doppia. Come detto prima nulla viene sottratto al bilancio pubblico e quindi nulla mancherà alle popolazioni dei comuni coinvolti. Inoltre è proprio l’opposto, le cooperative per gestire il progetto drovranno assumere personale; Inoltre se il progetto è gestito in maniera intelligente quel personale potrà essere proprio del comune (o almeno del territorio) sul quale i profughi verranno ospitati. Quindi il progetto non solo non toglierà nulla alla popolazione, ma anzi potrà creare dei posti di lavoro.
  • secondo le fonti ministeriali, dall’inizio dell’emergenza i profughi effettivi sono il 5% sul totale dei richiedenti asilo. Falsissimo. Sebbene le percentuali di diniego sono comunque alte, sono 8 volte inferiori a quelle dichiarate da Forza Nuova. Le concessioni di asilo in qualche forma non si attesta al 5% ma al 40%. Dati ufficiali ministero
  • Ad esempio, le stesse cifre utilizzate in seri progetti sul posto, salverebbero moltissimi bambini. […]   investire il fondo destinato agli immigrati per i cittadini più bisognosi della nostra provincia. Impossibile. I fondi, che vengono per l’80% dalla comunità europea, nascono appositamente per la gestione dei richiedenti asilo e profughi. Senza progetto non ci sarebbero quei fondi, quindi non potrebbero essere destinati ad alcun’altra cosa (se non stravolgendo accordi, trattati internazionali, e la nostra costituzione che all’articolo 10 parla chiaro di gestione richiedenti asilo. L’avrà  letta Forza Nuova la nostra Costituzione?)
  • proponendo al prefetto, anche in modo provocatorio, di accogliere i nostri connazionali del centro Italia colpiti dalle calamità.. Questo è una strumentalizzazione oltraggiosa di una grande tragedia che ha colpito il nostro paese. Per prima cosa infatti l’ospitare dei migranti/profughi non impedisce agli stessi sindaci di ospitare anche altre persone, proporre uno scambio di questo tipo è quantomeno fuori luogo. Inoltre più e più volte i cittadini del centro Italia hanno espressamente dimostrato la volontà di rimanere nei pressi dei propri paesi. Ignorarlo è quantomeno miope, stupido ed oltraggioso nei confronti di quelle popolazioni ed in generale del forte attaccamento al proprio territorio che contraddistingue grossomodo tutti gli italiani.
  • le sarà spiegata la quota di 2,5 richiedenti asilo ogni mille residenti, […] Tenga presente che tale quota non viene indicata esplicitamente sul decreto che regolamenta lo SPRAR. Verità  dette a metà. Vero che la legge non parla di nessuna quota. Ma soprattutto vero che il progetto non si basa solo su quella legge ma su una convenzione che parla espressamente di quella quota. Inoltre sono i comuni a decidere quanti migranti il proprio progetto può gestire. Quindi anche qui si nasconde una sorta di minaccia che si basa su presupposti falsi

Va ammesso che sicuramente la gestione dei migranti si va a sommare a tante difficoltà che tutti i comuni devono affrontare quotidianamente. Questo è vero. Uno dei pochi punti della lettera di Forza Nuova che infatti contiene una verità è infatti questo passaggio “In ogni caso, con molta probabilità, il comune dovrà chiedere il supporto alle cooperative che già svolgono attività nel settore dell’accoglienza di migranti”. Questo è vero, verosimilmente tutti i comuni della provincia di Brescia, se non forse escludendo i più grandi e quindi strutturati, saranno obbligati ad appoggiarsi a cooperative che operano sui territorio per la gestione dei futuri centri SPRAR.

Altro passaggio che trovo condivisibile è questo: Anche in questo caso è utile fare una riflessione sul fatto che il fenomeno dell’immigrazione incontrollata generi un flusso di denaro riconducibile al peggiore dei capitalismi sfruttando chi migra e gravando sulle spalle di chi li ospita. Lo sfruttamento dell’immigrazione e delle tragedie che spingono questi uomini e donne a percorrere migliaia di chilometri nei viaggi della speranza che spesso si traducono in viaggi di morte sono uno scempio all’umanità perpetrato prima dagli scafisti e simili, poi da chi in Italia (e altrove) lucra sul business dell’accoglienza. Ma nella stessa frase si celano due falsità.: Il voler addurre che tali cooperative sono quasi sempre costituite solo per lo sfruttamento e il voler nascondere che proprio i progetti di microaccoglienza hanno il secondario beneficio di combattere questo tipo di sfruttamento (almeno quello dell’accoglienza). Se i progetti sono ben costruiti, seguiti dagli enti pubblici e affidati a cooperative serie che già hanno dimostrato professionalità e capacità  nella gestione dell’accoglienza, si rivelano tutt’altro che accentratori di milioni di euro nella mani di pochi ma riescono ad utilizzare i finanziamenti (all’80% dell’Unione Europea) per una distribuzione di tale investimento sul territorio. I profughi, o richiedenti asilo, non vengono più infatti ospitati in grandi strutture che quindi generano reddito per pochi imprenditori; vengono invece ospitati in appartamenti singoli, spesso dislocati sul territorio, così da generare reddito per un numero superiori di privati (spesso singole famiglie), riempendo magari appartamenti sfitti da tempo. Non è una fantasia la mia, venite in Valle Camonica e nel mio paese e scoprirete che questa è la verità. Almeno una delle possibili verità.. Inoltre in tutta la provincia di Brescia esistono cooperative serie ed affidabili che da anni gestiscono l’accoglienza dei richiedenti asilo e nulla hanno a che fare con le storpiature che in alcune zone sfruttano il business dell’accoglienza. Cito, una per tutte, K-PAX, con cui il Comune di Braone già collabora per la gestione dei 5 richiedenti asilo che già ci sono sul nostro territorio.

Probabilmente potrei dire ancora molto sul come non condivido l’impostazione generale della lettera di Forza Nuova, ma credo basti quanto scritto per far capire che la rigetto convintamente al mittente. Il mio comune orgogliosamente, seppur con qualche titubanza iniziale da parte di una fetta della popolazione, ha aderito al progetto di micro accoglienza. A Braone da più di un anno sono ospitate un numero variabile di richiedenti asilo che è andato da 3 a 5. Molti di questi hanno prestato volontariato per il nostro comune pulendo le strade, affiancando l’operaio comunale nelle mansioni quotidiani affidatogli, nella sistemazione del nostro cimitero ecc… Un esperienza senza dubbio positiva. Non vedo alcun motivo per non aderire quindi al progetto SPRAR. Certo, devo studiare con attenzione la convenzione, la legge, e il progetto prima di firmare, assieme a tutto il consiglio comunale. Ma al momento non vedo alcun motivo per non accogliere positivamente questo progetto.

LETTERA DI FORZA NUOVA:

RIFLESSIONI SULLO SPRAR ED AGLI APPELLI DELLA PREFETTURA

Egregio Signor Sindaco,
Le chiediamo cortesemente di prendere visione della presente lettera prima di accogliere profughi e migranti tramite lo Sprar a cui anche Lei, tramite la Prefettura in qualità di sindaco, è stato invitato.
La sua carica le è stata assegnata dai suoi cittadini, speranzosi del suo operato per tutelare la comunità che rappresenta.
Al contrario il prefetto, impartisce la volontà di un governo non rappresentato dalla volontà diretta degli Italiani.
Nonostante le istruzioni ricevute e le lusinghe con cui le verrà presentato lo Sprar, sappiate che il sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, così come formulato, costituisce un inganno. Accettando lo stesso, vi farete carico di obblighi notevolmente onerosi, per voi stessi, le casse comunali e la cittadinanza.
Al vostro comune spetterà l’incombenza di gestire tutte le problematiche annesse all’accoglienza: dalla disponibilità delle strutture comunali per l’ospitalità dei profughi, all’anticipare le spese.
Qualora il comune non disponesse di tali strutture, sarete costretti ad appellarvi ai privati.
Qualora vi fossero dei cittadini favorevoli a mettere a disposizione i propri immobili (ad esempio nel comune di Milano hanno risposto positivamente solo una ventina di privati su una città di 1.279.000 abitanti, nonostante l’ulteriore contributo economico proposto dal Sindaco Pisapia), l’amministrazione comunale è chiamata a far fronte di tutte le necessità previste per l’accoglienza del migrante, quali i pasti, le cure sanitarie, l’assistente sociale, i corsi di italiano, le attività ricreative e i lavori socialmente utili, sottraendo preziose risorse economiche e umane impiegabili per le opere pubbliche, le attività sociali e le iniziative culturali di cui la sua collettività probabilmente necessità, sicuramente merita e senza dubbio ha pagato con la contribuzione delle tasse.
Tale situazione, oltre a costituire un aggravio al bilancio, creerà sicuramente malumore tra i vostri concittadini che si sentiranno discriminati per non ricevere le stesse attenzioni, come dimostrato da diversi fatti di cronaca.
Queste situazioni, oltre a generare condizioni di disagio tra la popolazione, sono motivo di risentimento specie per i disoccupati o chi vive in situazioni di difficoltà economica.
In ogni caso, con molta probabilità, il comune dovrà chiedere il supporto alle cooperative che già svolgono attività nel settore dell’accoglienza di migranti, spesso istituite appositamente per approfittare del “business dell’accoglienza”. Anche in questo caso è utile fare una riflessione sul fatto che il fenomeno dell’immigrazione incontrollata generi un flusso di denaro riconducibile al peggiore dei capitalismi sfruttando chi migra e gravando sulle spalle di chi li ospita.
Per convincere e rassicurare, le sarà spiegata la quota di 2,5 richiedenti asilo ogni mille residenti, spiegando che così potrà prevenire l’eventuale arrivo in massa di profughi sul suo territorio.
Tenga presente che tale quota non viene indicata esplicitamente sul decreto che regolamenta lo SPRAR, mentre è scritto esplicitamente che la quota di ripartizione sul territorio nazionale è variabile in funzione degli sbarchi che di anno in anno si sommeranno, con l’evidente risultato di far incrementare le quote di distribuzione dei clandestini.
Non si dimentichi che secondo le fonti ministeriali, dall’inizio dell’emergenza i profughi effettivi sono il 5% sul totale dei richiedenti asilo, dunque viene meno il principio stesso su cui si fonda il sistema di protezione dei rifugiati.
Non è trascurabile il fattore sicurezza, infatti spesso emerge dalla cronaca un significativo incremento dei fatti criminosi legati alla presenza di cittadini extracomunitari, spesso riconducibili agli stessi ospiti dei centri di accoglienza.
Non vogliamo dilungarci sulle possibili soluzioni a questo problema, ma è evidente che risolvendolo all’origine si eviterebbero sofferenze a tutti i soggetti coinvolti nella questione migratoria.
Ad esempio, le stesse cifre utilizzate in seri progetti sul posto, salverebbero moltissimi bambini.
L’adesione allo SPRAR inoltre, è vincolante per gli anni futuri, e costituirá un peso costante con i costi economici che per massima parte ricadranno direttamente sulle casse del comune, ed i rimborsi statali legati alla gestione dell’emergenza profughi in molte occasioni non sono puntuali.
Per il bene della sua comunità e per l’incarico a cui e’ chiamato, la invitiamo a fare fronte comune di opposizione al progetto immigrazionista, proponendo al prefetto, anche in modo provocatorio, di accogliere i nostri connazionali del centro Italia colpiti dalle calamità, oppure di investire il fondo destinato agli immigrati per i cittadini più bisognosi della nostra provincia.
A tal proposito sappiate che il movimento Forza Nuova, sarà ben lieto di supportare ogni iniziativa utile per tutelare i cittadini del suo comune.
Onorate l’incarico che i suoi cittadini le hanno affidato.
Dimostratevi determinato nel tutelare i suoi concittadini senza cedere alla sudditanza ed autorità di un governo che non rappresenta la maggioranza degli Italiani.
La segreteria provinciale con tutti i militanti di Forza Nuova, ringraziano per la cortese attenzione e porgono cordiali saluti.
FORZA NUOVA BRESCIA
Luca Castellini – Coordinatore Nord Italia
Enrico Salvinelli – Responsabile Provinciale

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